93esimi Academy Awards, le candidature

(Everyeye Cinema)

Sono state annunciate oggi, lunedì 15 marzo, in diretta, dall’attore e cantante Nick Jonas insieme all’attrice Priyanka Chopra, le candidature relative ai 93esimi Academy Awards®, che vedono in testa con 10 candidature Mank di David Fincher, cui segue un nutrito gruppo di titoli  con 6: The Father (Florian Zeller), Judas and the Black Messiah (Shaka King), Minari (Lee Isaac Chung), Nomadland (Chloé Zhao), Il processo ai Chicago 7 (Aaron Sorkin) e Sound of Metal (Darius Marder). Riguardo i nostri colori, fuori dalla lista dei documentari Notturno di Gianfranco Rosi, Pinocchio di Matteo Garrone è candidato per costumi,  trucco ed acconciature, mentre La vita davanti a sé per la miglior canzone originale (Io sì, Diane Warren e Laura Pausini). La cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 25 aprile al Dolby Theatre di Los Angeles.

(Mymovies)

 Miglior film: Una donna promettente. The Father. Judas and the Black Messiah. Mank. Minari. Nomadland. Il processo ai Chicago 7. Sound of Metal. Miglior regia: Lee Isaac Chung (Minari). Emerald Fennell (Una donna promettente). David Fincher (Mank). Thomas Vinterberg (Un altro giro). Chloé Zhao (Nomadland). Miglior attore: Riz Ahmed (Sound of Metal). Chadwick Boseman (Ma Rainey’s Black Bottom). Anthony Hopkins (The Father). Gary Oldman (Mank). Steven Yeun (Minari). Miglior attrice: Viola Davis (Ma Rainey’s Black Bottom). Andra Day (The United States vs Billie Holiday). Vanessa Kirby (Pieces of a Woman). Frances McDormand (Nomadland). Carey Mulligan (Una donna promettente). Miglior attore non protagonista: Sacha Baron Cohen (Il processo ai Chicago 7). Daniel Kaluuya (Judas and the Black Messiah). Leslie Odom, Jr. (One Night in Miami…). Paul Raci (Sound of Metal). Lakeith Seinfield (Judas and the Black Messiah). Miglior attrice non protagonista: Maria Bakalova (Borat Subsequent Moviefilm). Glenn Close (Elegia americana). Olivia Colman (The Father). Amanda Seyfried (Mank). Youn Yuh-jung (Minari). Miglior sceneggiatura non originale: Borat Subsequent Moviefilm (sceneggiatura di Sacha Baron Cohen, Anthony Hines, Dan Swimer, Peter Baynham, Erica Rivinoja, Dan Mazer, Jena Friedman e Lee Kern; storia di Sacha Baron Cohen, Anthony Hines, Dan Swimer e Nina Pedrad). The Father (Christopher Hampton e Florian Zeller). Nomadland (Chloé Zhao). One Night in Miami… (Kemp Powers). La tigre bianca (Ramin Bahrani).

(Mymovies)

Miglior sceneggiatura originale: Una donna promettente (Emerald Fennell). Judas and the Black Messiah (sceneggiatura di Will Berson e Shaka King; Storia di Will Berson e Shaka King, Kenny Lucas e Keith Lucas). Minari (Lee Isaac Chung). Sound of Metal (sceneggiatura di Darius Marder e Abraham Marder; storia di Darius Marder e Derek Cianfrance). Il processo ai Chicago 7 (Aaron Sorkin). Miglior montaggio: Una donna promettente (Frédéric Thoraval). The Father (Yorgos Lamprinos). Nomadland (Chloé Zhao). Sound of Metal (Mikkel EG Nielsen). Il processo ai Chicago 7 (Alan Baumgarten). Miglior fotografia: Judas and the Black Messiah (Sean Bobbitt). Mank (Erik Messerschmidt). Nomadland (Joshua James Richards). Notizie dal mondo (Dariusz Wolski). Il processo ai Chicago 7 (Phedon Papamichael). Miglior colonna sonora: Da 5 Bloods (Terence Blanchard). Mank (Trent Reznor e Atticus Ross). Notizie dal mondo (James Newton Howard). Minari (Emile Mosseri). Soul (Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste). Miglior canzone originale: Fight For You (Judas and the Black Messiah– Musica di HER e Dernst Emile II; testo di HER e Tiara Thomas). Hear My Voice (Il processo ai Chicago 7– Musica di Daniel Pemberton; testo di Daniel Pemberton e Celeste Waite). Husavik (My Hometown) (Eurovision Song Contest: The Story of Fire Saga– Musica e testi di Savan Kotecha, Fat Max Gsus e Rickard Göransson). Io sì (Seen) (La vita davanti a sé– Musica di Diane Warren; lirica di Diane Warren e Laura Pausini). Speak Now (One Night in Miami…- Musica e testi di Leslie Odom, Jr. e Sam Ashworth).

(Wikipedia)

Migliori costumi: Emma (Alexandra Byrne). Ma Rainey’s Black Bottom (Ann Roth). Mank (Trish Summerville). Mulan (Bina Daigeler). Pinocchio (Massimo Cantini Parrini). Miglior suono: Greyhound (Warren Shaw, Michael Minkler, Beau Borders e David Wyman). Mank (Ren Klyce, Jeremy Molod, David Parker, Nathan Nance e Drew Kunin). Notizie dal mondo (Oliver Tarney, Mike Prestwood Smith, William Miller e John Pritchett). Soul (Ren Klyce, Coya Elliott e David Parker). Sound of Metal (Nicolas Becker, Jaime Baksht, Michelle Couttolenc, Carlos Cortés e Phillip Bladh). Miglior scenografia: The Father (Peter Francis; decorazione del set: Cathy Featherstone). Ma Rainey’s Black Bottom (Scenografia: Mark Ricker; decorazione del set: Karen O’Hara e Diana Stoughton). Mank (Donald Graham Burt; decorazione del set: Jan Pascale). Notizie dal mondo (David Crank; decorazione del set: Elizabeth Keenan). Tenet (Nathan Crowley; decorazione del set: Kathy Lucas). Miglior trucco e acconciatureEmma (Marese Langan, Laura Allen e Claudia Stolze). Elegia americana (Eryn Krueger Mekash, Matthew Mungle e Patricia Dehaney). Ma Rainey’s Black Bottom (Sergio Lopez-Rivera, Mia Neal e Jamika Wilson). Mank (Gigi Williams, Kimberley Spiteri e Colleen LaBaff). Pinocchio (Mark Coulier, Dalia Colli e Francesco Pegoretti).

(Io Donna)

Migliori effetti visivi: Love and Monsters (Matt Sloan, Genevieve Camilleri, Matt Everitt e Brian Cox). The Midnight Sky (Matthew Kasmir, Christopher Lawrence, Max Solomon e David Watkins). Mulan (Sean Faden, Anders Langlands, Seth Maury e Steve Ingram). Tenet (Andrew Jackson, David Lee, Andrew Lockley e Scott Fisher). L’unico e insuperabile Ivan (Nick Davis, Greg Fisher, Ben Jones e Santiago Colomo Martinez). Miglior film d’animazione: Onward (Dan Scanlon e Kori Rae). Over the Moon (Glen Keane, Gennie Rim e Peilin Chou). Shaun, vita da pecora: Farmageddon – Il film (Richard Phelan, Will Becher e Paul Kewley). Soul (Pete Docter e Dana Murray). Wolfwalkers (Tomm Moore, Ross Stewart, Paul Young e Stéphan Roelants). Miglior documentario: Collective (Alexander Nanau e Bianca Oana). Crip Camp: disabilità rivoluzionarie (Nicole Newnham, Jim LeBrecht e Sara Bolder). Il mio amico in fondo al mare (Pippa Ehrlich, James Reed e Craig Foster). The Mole Agent (Maite Alberdi e Marcela Santibáñez). Time (Garrett Bradley, Lauren Domino e Kellen Quinn). Miglior film internazionale: Un altro giro (Danimarca). Better Days (Hong Kong). Collective (Romania). The Man Who Sold His Skin (Tunisia). Quo Vadis, Aida? (Bosnia Erzegovina).

Laura Pausini (Corriere)

Miglior cortometraggio: Feeling Trough (Doug Roland e Susan Ruzenski). The Letter Room (Elvira Lind e Sofia Sondervan). The Present (Farah Nabulsi). Two Distant Strangers (Travon Free e Martin Desmond Roe). White Eye (Tomer Shushan e Shira Hochman). Miglior cortometraggio d’animazione: Burrow (Madeline Sharafian e Michael Capbarat). Genius Loci (Adrien Mérigeau e Amaury Ovise). Opera (Erick Oh). Se succede qualcosa, vi voglio bene (Will McCormack e Michael Govier). Yes-People (Gísli Darri Halldórsson e Arnar Gunnarsson). Miglior cortometraggio documentario: Colette (Anthony Giacchino e Alice Doyard). A Concerto is a Conversation (Ben Proudfoot e Kris Bowers). Do Not Split (Anders Hammer e Charlotte Cook). Hunger Ward (Skye Fitzgerald e Michael Scheuerman). A Love Song For Latasha (Sophia Nahli Allison e Janice Duncan).


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