Festival del Film di Roma:vince Broderskab

rrr4Il 23/10/2009, con l’assegnazione del Marc’Aurelio alla carriera a Meryl Streep, si è conclusa la quarta edizione del Festival del Film di Roma, ormai conquistatosi una propria identità, distaccandosi dalla di poco precedente Mostra del Cinema di Venezia, rispetto alla quale rinuncia forse a certe ricercatezze di fondo per favorire una maggiore sintonia tanto con il mercato che con il pubblico: in effetti il coinvolgimento di quest’ultimo ha dello straordinario, come risulta dalle parole della direttrice Piera Detassis: “Siamo fuori dagli schemi di un festival tradizionale, mi piacerebbe chiamarlo Festival-Festa…”.

Come darle torto? Il red carpet aperto a tutti, i divi presenti pronti a concedere autografi, stringere mani, dialogare con il pubblico nel corso degli incontri-dibattito, hanno riportato in auge il concetto di cinema come divertimento popolare, un ruolo spesso avuto in un passato neanche tanto lontano, di una certa importanza anche per lo sviluppo culturale del paese; “tutto il cinema per tutti” è stato lo slogan coniato per l’occasione dal presidente Gian Luigi Rondi, sintetizzando così l’essenza stessa di questo Festival, creare un incontro tra cinema spettacolare e d’autore, senza dimenticare produzioni “minori” o sperimentali.

Ed ora veniamo ai premi principali: la giuria, preseduta da Milos Forman, ha assegnato il Marc’Aurelio d’oro, come miglior film, a Broderskab dell’italo-danese Nicolo Donato, film molto duro, aggressivo, che prende posizione su due temi entrambi quanto mai attuali, il diffondersi crescente del neonazismo in Europa, alla pari con il continuo scandalizzarsi per l’amore omosessuale e la conseguente sua non accettazione; Marc’Aurelio d’argento per la miglior attrice a Helen Mirren( The last station, di Michael Hoffman), mentre quello per il miglior attore è stato conferito a Sergio Castellitto (Alza la testa di Alessandro Angelini).

Di particolare rilevanza infine, ottimo segnale per il nostro cinema, il Gran Premio della Giuria-Marc’Aurelio d’argento attribuito a L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, che ha ricostruito con uno sguardo personale, pur attenendosi con specifico rigore ai fatti, la strage di Marzabotto del ’44: in questo caso il riconoscimento della giuria coincide con quello del pubblico, che ha attribuito al film il Marc’Aurelio d’oro, a testimonianza del riuscito accordo venutosi a creare con questo Festival tra quanti lo organizzano, film proposti e spettatori, chiave di volta sperata e raggiunta per conferirgli una precisa connotazione e dare luce al percorso da seguire.


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