Non ci sarà un titolo italiano a concorrere per l’Oscar, nell’85ma Edizione che si svolgerà il 24 febbraio 2013, un vecchio ritornello, che ormai si ripete da tanto, troppo, tempo: come ho già scritto in precedenti articoli, l’ultima statuetta vinta da un nostro film risale al ’99, La vita è bella, di Roberto Benigni, mentre il dato più recente per le nomination risale al 2006, La bestia nel cuore, di Francesca Comencini.

Il film candidato in rappresentanza dell’Italia, Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani, vincitore dell’Orso d’Oro alla 62ma edizione del Berlino International Film Festival e di cinque David di Donatello (tra i quali miglior film e migliore regista), è stato infatti escluso dai membri dell’Academy dalla rosa dei nove titoli, fra i quali cinque verranno scelti relativamente al conferimento delle nomination per il Miglior Film Straniero, il prossimo 10 gennaio:

Quasi amici, di Olivier Nakache ed Eric Toledano (Francia); A Royal Affair, di Nikolaj Arcel (Danimarca); Amour, di Michael Haneke (Austria); War Witch, di Kim Nguyen (Canada); No, di Pablo Larraín (Cile); The Deep, di Baltasar Kormákur (Islanda); Kon-Tiki di Joachim Rønning ed Espen Sandberg (Norvegia); Beyond the Hills, di Cristian Mungiu (Romania); Sister, di Ursula Meier (Svizzera).

2 risposte a “Oscar 2013: “Cesare deve morire” fuori dalla rosa dei nove titoli”

  1. Il problema è che Cesare deve morire è superiore a La vita è bella, ma uno ha vinto l’oscar perchè un po’ ruffiano e l’altro non viene selezionato perchè film duro e scomodo, girato da non attori che avrebbero messo in difficoltà i veri attori (o presunti tali).
    F.

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    1. Bisognerebbe conoscere le motivazioni dell’Academy, concordo comunque sulla circostanza che il contatto con il reale, non filtrato o edulcorato da toni accondinscendenti, li abbia disorientati, considerando poi che la vicenda in sè, delineata nel film, a mio avviso, assume un forte valore universale.

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