“Nel buio della sala la luce di altri mondi”, dal 16 marzo a Bologna la XII Edizione di “Youngabout International Film Festival”

Nel buio della sala la luce di altri mondi: così recita il felice claim scelto per la  XII Edizione di Youngabout International Film Festival, che si svolgerà a Bologna dal 16 al 28 marzo, interessando diversi siti cittadini, dove avranno luogo le proiezioni dei numerosi film in programma, frutto, fra cortometraggi, lungometraggi e mediometraggi, di una selezione particolarmente attenta, ad opera di Laura Zardi ed Angela Mastrolonardo, curatrici della kermesse, la cui ideazione ed organizzazione fanno capo all’Associazione culturale Gli anni in tasca-Il cinema e i ragazzi (di concerto con istituzioni locali e nazionali ed altre realtà associative e culturali). Prosegue proficuamente, quindi, la profonda attività di ricerca all’interno delle culture giovanili che ha contraddistinto Youngabout fin dalle origini, privilegiando poi nel corso degli anni quelle pellicole, spesso trascurate dal consueto canale distributivo, attente a tematiche relative alla realtà formativa dei più giovani, alla loro sensibilità, prendendo le distanze da qualsivoglia visione stereotipata al riguardo e non dimenticando problematiche sociali ed ambientali. Lo slogan citato in apertura richiama dunque l’attenzione dei ragazzi, in particolare i cosiddetti “nativi digitali”, abituati ormai a riprendere “a  filo di smartphone” tutto quanto passa sotto i loro occhi o a visionare un film con un semplice click  sulla tastiera, su quel straordinario afflusso immaginifico reso nel buio della sala, attualizzazione del Mito della caverna di Platone, rendendo possibile la  condivisione di un sogno, felicemente visualizzata, per esempio, da Giuseppe Tornatore in Nuovo Cinema Paradiso (1988).

Youngabout nasce nel 2007 come una costola della rassegna Un film nello zaino, sorta precedentemente e che ha seguito un percorso autonomo, ma adesso, considerata la finalità d’intenti e la necessità di concentrare le proposte culturali in un determinato arco temporale, favorendone così la fruizione da parte degli spettatori, le due manifestazioni hanno trovato confluenza in un unico progetto, coinvolgendo bambini dai 4 ai 12 anni e ragazzi dai 13 ai 20 anni. Le difficoltà non sono mancate, soprattutto di tipo economico (i finanziamenti da parte di Regione e Comune vi sono stati e continuano ad esserci, ma non sempre hanno consentito una crescita esponenziale allo sforzo profuso nel mettere in atto tutte le potenzialità del Festival), ma questo non ha impedito un approccio sempre più concreto e diretto al cinema contemporaneo di qualità, oltre ad una progressiva apertura su arti visive, nuove tecnologie e produzioni televisive, mantenendo  la proiezione dei film quale cuore pulsante della manifestazione. Evidente lo slancio sincretico volto a riunire opere provenienti da vari paesi, così da offrire diversi punti di vista e differenti espressività emozionali nell’affrontare le tematiche sopra citate, con l’impiego di linguaggi e stili quanto mai diversificati, che spaziano dalla fiction all’animazione, passando per il cinema di denuncia e di impegno civile.

Fil rouge  di Youngabout  è, da sempre, il proficuo coinvolgimento dei ragazzi all’interno della macchina organizzativa, il loro inserimento in specifici percorsi formativi, idonei a fargli comprendere e valutare il linguaggio proprio della Settima Arte: l’immagine scelta per questa edizione è frutto del concorso indetto all’interno del Liceo Artistico Arcangeli di Bologna, nel mese di maggio vi sarà la premiazione del concorso relativo alla migliore recensione, il Percorso sulla legalità intende preparare il terreno riguardo il conferimento del Premio Angelo Vassallo, dedicato al sindaco di Pollica ucciso nel settembre del 2010 in un attentato di presunta matrice camorristica, riconoscimento che quest’anno sarà assegnato ad Elia Minari, autore del libro Guardare la mafia negli occhi (Rizzoli), mentre verrà conferita una Menzione Speciale ad un gruppo di studenti del Liceo Classico Minghetti di Bologna, coordinati dall’insegnante Cristina Marchesini, autori di un mediometraggio-documentario dedicato alla memoria di Vassallo.

Salvatore Cascio, “Nuovo Cinema Paradiso”

Il progetto del Festival coinvolge fattivamente 50 istituti nel corso dell’intero anno scolastico: ecco allora i laboratori di filmologia comparata, intenti al confronto fra modalità espressive diverse, in modo da collegare la visione dei film con testi scritti o illustrati e con opere d’arte figurativa, workshop per la produzione di fiction e cortometraggi d’animazione, tramite disegni e materiali vari, a cura di esperti che collaborano con l’associazione Gli anni in tasca. Mirati interventi didattici grazie ai quali i ragazzi  possono prendere contatto con la propria emotività più intima e profonda, fino a giungere alla valorizzazione di un personale gusto estetico ed essere così coinvolti all’interno della primigenia malia cinematografica, riprendendo in chiusura quanto scritto nel corso dell’articolo, ovvero un’emozione da condividere seguendo la scia di quel fascio di luce che consente, nel buio della sala, una reciproca confluenza fra immaginazione e realtà, per un continuo gioco di affabulazione con gli spettatori, rendendo infine il cinema quale suggestiva macchina del tempo, idonea nel suo afflato incantato a riunire più generazioni.

 

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