Youngabout International Film Festival: i vincitori

Si è conclusa ieri, mercoledì 28 marzo, a Bologna, la 12ma edizione di Youngabout International Film Festival, kermesse cinematografica, nata nel 2007, dedicata al cinema contemporaneo di qualità e volta a privilegiare il pubblico dei giovani, degli adolescenti, che vede come curatrici Laura Zardi ed Angela Mastrolonardo, mentre  ideazione ed organizzazione fanno capo all’Associazione culturale Gli anni in tasca-Il cinema e i ragazzi, di concerto con istituzioni locali e nazionali ed altre realtà associative e culturali. La Giuria delle ragazze e dei ragazzi del festival ha scelto di premiare i seguenti lungometraggi, assegnando loro tre Targhe Premio. Miglior film è risultato Butterfly Kisses (2017, Rafael Kapelinsky): “Una delle prime cose che, guardando questo film, ha colpito la giuria è stato l’uso del bianco e nero che accresce il senso d’angoscia, grazie anche al climax ottenuto dalla colonna sonora. Si ha una narrazione cruda ed essenziale che non cade nella banalità, in particolar modo nella scena clou della violenza lasciata all’immaginazione con l’uso della camera fissa. Grande attenzione è stata data ai dettagli, come l’apparizione del cavallo, simbolo del male, della cattiva strada, presente alla festa, nei disegni della bambina; tutti indizi che hanno contribuito alla costruzione del momento topico”.

Miglior film per ragazzi, Jasper Jones (Rachel Perkins, 2016): “Una storia del passato per raccontare, con grande delicatezza, temi ancora molto attuali: il razzismo, l’intolleranza, l’ipocrisia degli adulti e, per contrasto, il coraggio dei ragazzi, la loro ingenuità e spontaneità e il desiderio di cambiare, in meglio, le cose”. Menzione per il montaggio, Dancer, diretto da Steven Cantor, “perché la fluidità e l’intelligenza nel mettere in relazione le varie sequenze ci ha permesso di immergerci nella narrazione quasi fosse un film di fiction e non un documentario (genere un po’ ostico per alcuni di noi). È anzi esaltata la figura di Sergei come punto focale, con una particolare attenzione all’angoscia del grande danzatore derivante dalla pressione agonistica e dal peso delle responsabilità per il ruolo di primo ballerino del Royal Ballet a soli diciotto anni.

m-appeal_butterfly-kisses_dina1_druck-flyeralarm-2Riguardo i cortometraggi la Giuria dei ragazzi ha invece decretato quali vincitori: Cambia menti (Sezione Scuole, regia fotografia e montaggio a cura di Film Workshop 2017, condotto da Girolamo Macina): “Il seguente cortometraggio ci ha colpito per la delicatezza con cui è stato affrontato il bullismo nelle scuole. A colpirci è stata la recitazione spontanea dei protagonisti e la sensibilità mostrata nel raccontare l’emarginazione e la solitudine, che solo la solidarietà e l’empatia possono curare”; Goût bacon (Categoria Esordienti, Emma Benestan): “Innovativa l’idea di utilizzare il gusto bacon del pacchetto di patatine per parlare del tema dell’omosessualità tra i più giovani. Oggi si dà per scontato che questo argomento sia “superato” tra le nuove generazioni, ma attraverso questo cortometraggio ci rendiamo conto del contrario. Il gusto “chimico” delle patatine, come definito dai ragazzi, risulta finto come le relazioni che fingono di avere, alcune delle quali sono portate avanti per comodo tramite ricatto o per nascondere il loro avere gusti diversi”; Tulsa (Categoria professionisti, Seyyed Parviz Shojaei):“È magistrale il modo in cui un evento passato, del 1921, riesca ad essere attuale nella società odierna. Il regista gioca sul contrasto bianco e nero, evidente in tutte le scene, in particolare quando i due bambini giocano anticipando la vera persecuzione portata avanti da un gruppo di bianchi americani nei confronti delle persone di colore. Grazie alla plasticità della fotografia il colore della pelle del bambino in fuga risalta ancor di più tra le frasche bianche che egli fende durante la sua corsa disperata”.

Infine la Giuria degli Adulti ha scelto tre cortometraggi nelle categorie Scuola, Esordienti e Professionisti, a cui saranno assegnate tre Targhe Premio, rispettivamente: Mr Director (Ali Erfan Farhadi), “per aver mostrato il gioco più bello del mondo, il cinema, superato e travolto dalla realtà”; Dei diritti e dei rovesci (Michela Donini e Roberto Paganelli, Associazione OTTOmani), “per aver reso interessante e affascinante la commistione tra la tecnica dell’animazione e il messaggio universale della parità dei diritti”; Abraham (Ali Kareem Obaid), “testimonianza drammatica, ben tratteggiata, delle terribili conseguenze delle azioni del più deleterio e feroce lmovimento del terrore dei nostri giorni”.

 

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