Milano, Cinema Spazio Oberdan: “Federico Fellini in 35 mm”

Federico Fellini (Italiani.it)

Da lunedì 20 agosto a domenica 23 settembre  Fondazione Cineteca Italiana presenterà al Cinema Spazio Oberdan di Milano Federico Fellini in 35 mm,  un omaggio ad uno dei massimi registi della storia del cinema, a 25 anni dalla scomparsa, avvenuta a Roma il 31 ottobre 1993, poco dopo aver ottenuto l’Oscar alla carriera (preceduto da quattro statuette nella categoria Miglior Film in lingua straniera, La strada, 1957; Le notti di Cabiria,1958; , 1964; Amarcord, 1975).
La rassegna vedrà in programma 13 lungometraggi e due mediometraggi da film collettivi, un’occasione per ripensare, e far scoprire agli spettatori più giovani, un’opera che, pur nel mutare inevitabile dei tempi, ha mantenuto costante negli anni gli elementi più cari al grande Maestro, ovvero la fantasia e la capacità di fare spettacolo, non trascurando l’attenzione nel volgere un occhio attento, fra toni sferzanti e sempre accompagnati da una impagabile lucidità, ad un tessuto sociale dove l’umanità appariva ormai ripiegata su se stessa, non più protesa verso i sogni più genuini, pur consapevole di dover tornare coi piedi per terra, ma in balia di luccicanti promesse, garantendosi così un viaggio nell’illusorietà che sembra non prevedere ritorno.

(Wikipedia)

I protagonisti dei suoi film possono ritenersi elaborazioni di esperienze interiori, trasferite sullo schermo per loro tramite ed immerse in un percorso immaginifico, il quale trova il suo punto di partenza nella realtà per giungere ad un’ atmosfera onirica e successivamente compiere il percorso inverso, senza che si notino differenze, anzi dilatando le dimensioni del visibile.
Il tutto nell’esternazione di una estrema e poetica semplicità, per una miscela visionaria ed esplosiva di concretezza ed immaginazione; un autore del quale inevitabilmente si avverte la mancanza, non tanto perché quando il geniale regista era in vita o dopo la sua scomparsa il mondo del cinema fosse privo di validi cineasti, ma, a parer mio, per il semplice motivo che tra questi pochi sono riusciti con eguale e concreta forza innovatrice ad abolire quel distacco, proprio del realismo critico, tra l’artista ed i suoi personaggi, portando in scena una partecipazione corresponsabile alle vicende di quest’ultimi, senza dimenticare il genuino afflato garantito da tutta una serie di eterogenee suggestioni, quali fantasia, leggerezza, ironia, sentimentalismo, toni autobiografici.

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