72mo Locarno Film Festival, in nome del cinema che va oltre le regole

Tutte le scelte di una prima edizione suonano come un manifesto. Mi auguro che sarà il mio caso e spero di presentarvi, per la mia prima edizione come direttrice artistica, una linea editoriale chiara e precisa e al tempo stesso eclettica, aperta a tutti i generi, a tutti i continenti, a tutte le rappresentazioni. Nella tradizione della storia del Festival, questa edizione si caratterizza per la questione dello spostamento. Immagine – tempo, immagine-movimento, secondo la celeberrima formula di Gilles Deleuze: il tempo e il movimento che da sempre caratterizzano il Festival sono lo spostamento rispetto alla norma, a tutte le norme. Il Locarno Film Festival é fuori norma. Con il suo schermo gigante di Piazza Grande e i suoi 8.000 spettatori, la libertà della sua programmazione, il mix di star, di grandi autori internazionali e dei più audaci giovani cineasti, il Locarno Film Festival contribuisce a ripensare ad ogni edizione i criteri normativi che intorpidiscono l’estetica di questa industria di prototipi che è la Settima Arte”. Questa dichiarazione di Lili Hinstin,  direttrice artistica del Locarno Film Festival, la cui 72ma edizione si svolgerà dal 7 al 17 agosto, credo illustri pienamente lo spirito della kermesse elvetica, ovvero fare leva su coraggio e determinazione per assumere il ruolo di guida nel ridefinire le consuete “regole” estetiche proprie della cinematografia, andando anche incontro alle nuove tendenze.

John Waters (Movieplayer)

Ecco allora il Pardo d’Onore che sarà assegnato al regista, sceneggiatore e scrittore americano John Waters, definito “il papà del trash”, il quale con le sue opere, a partire dagli anni ’70, ha messo alla berlina, con toni dissacranti e grotteschi, volti ad esaltare appunto il cattivo gusto, la “bella famiglia” tipica della middle class statunitense, rovesciandone i tradizionali valori di riferimento, ma anche, ed è la prima volta nella storia del Festival,  l’Excellence Award conferito ad un attore asiatico, Song Kang-ho, che sarà accompagnato da Bong Joon-ho, il cui film Gisaengchung (Parasite)  ha vinto la Palma d’Oro al 72mo Festival di Cannes.
Restando nell’ambito dei premi, ecco il Leopard Club Award  per l’attrice Hilary Swank ( Million Dollar Baby, Boys Don’t Cry), il Vision Award Ticinomoda, dedicato a quanti realizzano film restando dietro le quinte, assegnato per la prima volta ad una donna, la montatrice afroamericana Claire Atherton, il Pardo alla Carriera per il cineasta svizzero Fredi M. Murer, il Premio Raimondo Rezzonico per il Miglior produttore indipendente, che andrà alla società tedesca Komplizen Film (Maren Ade, Jonas Dornbach e Janine Jackowski), ed infine l’inedito Premio  Utopia, conferito ad Enrico Ghezzi.

Ginevra Elkann (Cineuropa)

Magari, opera prima della regista e produttrice italiana Ginevra Elkann, sarà il titolo di apertura,  mercoledì 7 agosto,  proiettato in Piazza Grande ed introdotto dall’autrice, accompagnata dai due interpreti del film, gli attori italiani Alba Rohrwacher e Riccardo Scamarcio. Pellicola italo-francese, il film ripercorre l’infanzia di tre fratelli figli di genitori divorziati all’inizio degli anni Ottanta. Nel cast anche Céline Sallette, Brett Gelman, Milo Roussel, Ettore Giustiniani, Oro De Commarque e Benjamin Baroche. Titolo di chiusura, sabato 17 agosto, dopo la cerimonia di premiazione, sempre in Piazza Grande, sarà invece, proiettato in prima internazionale, Tabi no Owari Sekai no Hajimari (To the Ends of the Earth) del maestro del thriller giapponese Kiyoshi Kurosawa, girato in Uzbekistan, la cui trama segue, tra sogno e burlesco, le vicende di Yoko, presentatrice di un popolare show giapponese di viaggi, lungo i paesaggi dell’antica Via della Seta, nel tentativo di catturare con la sua piccola squadra un pesce mitologico.

Greg de Cuir Jr. (Blog.hr)

La retrospettiva Black Light, dedicata al cinema nero, ben rappresenta l’impegno di una necessaria, quanto mai attuale, riflessione politica sulle problematiche dell’odierna rappresentazione delle minoranze: la Direzione artistica ne ha affidato lo svolgimento a Greg de Cuir Jr, noto esperto del cinema nero internazionale. La retrospettiva, presentata in collaborazione con la Cinémathèque suisse ed arricchita da una pubblicazione edita in inglese e francese da Capricci, intende oltrepassare il concetto di Black in quanto identità o problema sociale ed indagare l’immaginario dei registi che hanno reinterpretato questa questione, storica e politica, in diverse epoche e diversi luoghi, un’investigazione eclettica incentrata principalmente sul ventesimo secolo, intesa a presentare autori di culto, Race movies degli anni ’20 e ’30, capolavori pionieristici, film emblematici della Blaxploitation degli anni 1970 e autori essenziali che hanno interpretato e rappresentato la loro epoca politica.
Riprendendo quanto scritto sopra, ecco l’apertura rivolta alla contemporaneità, con l’introduzione della  Virtual Reality e delle opere comprese tra 40 e 59 minuti come formati da prendere necessariamente in considerazione per le competizioni.

(Ecodelcinema)

Ovviamente il fulcro del Festival resta il Concorso Internazionale, che ha visto all’opera  un nuovo comitato di selezione, composto da Mathilde Henrot, Nicholas Elliott, Julian Ross, Daniela Persico e Antoine Thirion per i lungometraggi e Charlotte Corchete, Tizian Büchi, Liz Harkman e Stefan Ivančić riguardo i cortometraggi, così come lo spazio dedicato alle nuove voci resta Cineasti del presente,  con una  selezione di opere estreme, spesso al confine tra cinema documentario e finzione, mentre  cambia denominazione, ma non lo spirito, la sezione dedicata al cinema di ricerca: Moving Ahead vedrà avvicendarsi le opere di sperimentatori del presente  e quelle di giovani artisti di ogni parte del mondo. Come consuetudine, prima del Festival spazio al Prefestival nella nuova Rotonda di Piazza Grande: dopo la serata del 31 luglio, appuntamento domenica 4 agosto, alle ore 21.30 con La famosa invasione degli orsi in Sicilia, film d’animazione diretto dall’illustratore Lorenzo Mattotti, tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati.
La serata evento, in presenza dell’artista, sarà offerta ad un prezzo speciale sia per i più piccoli che per gli adulti. Completamente gratuita sarà invece la notte di martedì 6 agosto, sempre alle ore 21.30, quando sarà proiettata la versione restaurata di Do the Right Thing, il film di Spike Lee che a cavallo degli anni ’80 e ’90 cambiò con due ore di Brooklyn rivoluzionaria il cinema americano, pellicola ambasciatrice della citata  retrospettiva Black Light.

(Zerorchestra)

Per il terzo e ultimo appuntamento invece il suggerimento è arrivato direttamente da uno dei protagonisti di Locarno 72, il già menzionato John Waters, che  ha infatti scelto il film da proporre al pubblico il pomeriggio di mercoledì 7 agosto, alle ore 15.30, al Palexpo (FEVI) , con biglietti disponibili un’ora prima della proiezione, che, organizzata in collaborazione con l’Orchestra della Svizzera italiana, con il sostegno dell’Associazione degli Amici dell’OSI ed  il generoso contributo di una fondazione culturale, sarà un vero e proprio cineconcerto: l’orchestra diretta dal Maestro Philippe Béran musicherà dal vivo Show People, capolavoro di King Vidor del 1928, proiettato per l’occasione in pellicola.
Venendo alla composizione delle Giurie, quella del Concorso Internazionale sarà presieduta da Catherine Breillat (cineasta e scrittrice, Francia) ed avrà quali componenti Ilse Hughan (produttrice, Paesi Bassi), Emiliano Morreale (critico cinematografico, Italia), Nahuel Pérez Biscayart (attore, Argentina), Angela Schanelec (cineasta, Germania); la giuria del Concorso Cineasti del presente sarà composta da Jake Perlin (Produttore e programmatore, Stati Uniti), Zhu Shengze (cineasta e produttrice, Cina), Yolande Zauberman (cineasta, Francia), quella di  Moving Ahead da Michael B. Gillespie (teorico e storico cinematografico, Stati Uniti), Aline Schmid (produttrice, Svizzera), Eduardo Williams (cineasta, Argentina).

Per i Pardi domani i giurati saranno BI Gan (cineasta, Cina) Alice Diop (cineasta, Francia), Mike Plante (programmatore, Stati Uniti), mentre per First Feature Margherita Chiti (distributrice, Italia), Frédéric Jaeger (direttore Artistico, Germania), Jacqueline Lyanga (direttrice di festival, Stati Uniti). Sempre presente Locarno Kids, iniziativa nata in occasione del 70esimo anniversario del Festival, assecondando la priorità di creare una vera e propria programmazione per ragazzi e ragazze di tutte le età,  che durante gli undici giorni della manifestazione potranno lasciarsi trasportare dalla magia del cinema scoprendone linguaggi e contenuti.
A sottolineare l’attenzione rivolta a tale tipologia di pubblico, il 4 agosto, per la prima volta, Piazza Grande e Palexpo (FEVI) saranno inaugurati con una serata interamente dedicata alle famiglie, che vedrà la proiezione di La famosa invasione degli orsi in Sicilia, come su scritto, mentre inediti progetti stanno nascendo anche riguardo l’ambito laboratoriale, come  la proposta di RSI Radiotelevisione svizzera (media partner del Locarno Film Festival), del progetto FLEX, volto a coinvolgere  giovani talenti nella creazione di contenuti audiovisivi e il loro utilizzo nel mondo dei social media, o la rafforzata collaborazione con il Dipartimento formazione e apprendimento (DFA) della SUPSI, attraverso i Movie&Media Labs: un gruppo di esperti si impegnerà anche quest’anno ad ideare dodici laboratori rivolti a bambini e ragazzi dai 6 ai 15 anni, ognuno declinato attraverso le proposte della programmazione ufficiale e agli ospiti del Locarno Film Festival.

Informazioni e programma completo sul sito del Festival


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