News dalla 14ma Festa del Cinema di Roma

Viola Davis (GoldDerby)

Antonio Monda, Direttore Artistico della Festa del Cinema di Roma ( 14ma edizione, 17-27 ottobre), e Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con Francesca Via, Direttore Generale, hanno annunciato il conferimento del Premio alla Carriera all’attrice statunitense Viola Davis, la quale sarà inoltre protagonista di un Incontro Ravvicinato col pubblico, in cui ripercorrerà il sentiero artistico che l’ha vista eccellere fra cinema, televisione e teatro; come per la scorsa edizione, la Festa del Cinema prevede l’assegnazione di due premi onorari: al riconoscimento per Viola Davis si aggiunge infatti  quello già annunciato per Bill Murray, che sarà consegnato da Wes Anderson. “Viola Davis è una attrice straordinaria, che è riuscita a trasformare la sincerità e la dignità in sublime arte recitativa – ha dichiarato Antonio Monda – È un grande onore per me, e per tutta la Festa, celebrarne il formidabile talento e la sua profonda umanità”. A chiudere la Festa del Cinema sarà il nuovo lavoro di Cristina Comencini, Tornare, ambientato negli anni Novanta a Napoli: protagonista è Alice, una donna di quarant’anni al suo rientro dall’America dopo una lunga assenza, a seguito della morte del padre; insieme alla sorella prende la decisione  di vendere la casa di famiglia, ma occorre svuotarla dai tanti oggetti di una vita.

Cristina Comencini (Il Messaggero)

Inaspettatamente, Alice scopre che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima, con la quale inizia un dialogo intenso e promettente, come il legame che si crea con Marc, un uomo affascinante e gentile incontrato alla commemorazione del padre. Intorno alla donna prenderà dunque forma un mondo nuovo, intrigante e pericoloso, che aprirà squarci sul suo passato e sulla sua esistenza. Tornare vede come interpreti principali Giovanna Mezzogiorno, che aveva già collaborato con Cristina Comencini ne La bestia nel cuore, affiancata da Vincenzo Amato.
Il film è una produzione Lumière & Co. con Rai Cinema ed è distribuito da Vision Distribution. “Sono onorato di chiudere la Festa del Cinema con il film di Cristina Comencini – ha commentato Antonio Monda – Ammiro il coraggio e l’onestà con cui riesce a raccontare il dolore in una splendida Napoli assolutamente inedita nel cinema italiano”. A conclusione del giro di news provenienti dalla Festa del Cinema, lunedì 14 ottobre, alle ore 20.30, nelle sale del Teatro dell’Opera, sarà proiettato in anteprima mondiale La prima donna, rientrante tra le le preaperture della kermesse capitolina. Il nuovo film documentario di Tony Saccucci, che vede protagonista Licia Maglietta, prodotto da Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con Teatro dell’Opera di Roma, racconta una storia avvolta nella disparità e violenza di genere, la vicenda dimenticata, ritrovata e clamorosa di Emma Carelli, diva assoluta del teatro operistico, osannata in tutto il mondo nei primi del ’900,  una delle prime donne manager italiane, direttrice del Teatro Costanzi (l’odierno Teatro dell’Opera) dal 1912 fino al 1926.

Licia Maglietta (Scenario)

Saccucci, alla sua seconda opera dopo Il pugile del duce, menzione speciale ai Nastri d’Argento come Migliore Opera Prima, oltre che a riprese originali all’interno del citato Teatro dell’Opera, si avvale di documenti originali e inediti, testuali, fotografici e sonori, insieme a  preziose immagini di importanti archivi nazionali e esteri, primo tra tutti l’immenso Archivio storico Luce, ma anche di film del cinema muto usati come materiale narrativo.
Emma Carelli, soprano acclamata in Italia, in Europa, fino in Sudamerica, riuscì a trionfare anche come impresaria in un ambiente dominato esclusivamente da uomini, portando nel suo teatro, per la prima volta in Italia, Picasso, i Balletti russi e i Futuristi, sostenendo popolarità ed innovazione, rivelando un  carattere indomito, da donna libera, emancipata: molto, tanto, troppo, per una donna in quegli anni ed infatti giunta ai vertici della considerazione pubblica, iniziò durante il fascismo a subire contraccolpi dalla sfera privata e da quella politica. Nel 1926 il Governo la estromise improvvisamente dalla direzione del suo teatro, perché – recita un resoconto redatto dalla polizia segreta fascista – “come donna ha sviluppato un carattere indipendente che le fa assumere atteggiamenti di superiorità verso chicchessia”. Nell’Italia che si avvia verso il regime autoritario, Carelli vide la fine del suo teatro, del suo matrimonio, della sua parte di protagonista nel mondo dello spettacolo. Morirà nel 1928, l’anno che registra il maggior numero di donne suicide nella storia d’Italia.

 


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