Festa del Cinema di Roma, presentata la XIV Edizione

E’ stata presentata ieri, venerdì 4 ottobre, la XIV Edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà dal 17 al 27 ottobre, coinvolgendo l’Auditorium Parco della Musica quale principale location ed andando poi ad interessare, come ogni anno, numerosi altri luoghi e varie realtà culturali della Capitale. L’ormai definitiva denominazione della kermesse, ritornata da qualche anno all’accezione originaria, fa sì che ne venga confermata un’identità ben precisa, ovvero, come ha sottolineato il direttore artistico Antonio Monda, “una manifestazione gioiosa, varia, gli ospiti vengono a condividere il loro amore per il cinema, cosa significa il cinema per la loro vita” e ancora “Chi cerca un festival rimarrà deluso, siamo aperti al nazional-popolare ma anche all’arte alta”  evidenziando poi l’attenzione rivolta alle donne, 19 i titoli diretti da altrettante registe, ed alla pressante urgenza ambientale, intercettando quanto sta avvenendo al riguardo a livello globale, mentre, volendo trovare un filo conduttore, lo si può rinvenire oltre che in tematiche ricorrenti (il citato allarme ambientale, l’emergenza migranti, le difficoltà sociali), principalmente nella musica, considerando la presenza in cartellone di film come Pavarotti di Ron Howard, Judy, per la regia di Rupert Goold con Renée Zelwegger ad interpretare Judy Garland, L’anima vista da qui, documentario di Gianluca Grandinetti incentrato sulla band Negramaro. Alle parole di Monda seguono quelle di Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma, ispirate dal manifesto ufficiale, che ritrae la divina Garbo, una foto scattata  nel corso delle riprese del film Il bacio (The Kiss, 1929, Jacques Feyder): “Una doppia anima, come Greta Garbo, fascino ed eleganza del cinema immortale ma anche una festa quattordicenne, adolescente, che vuole scoprire tanti percorsi”.

Nella Selezione Ufficiale troviamo a rappresentare i nostri colori Santa subito (Alessandro Piva) ed Il ladro di giorni (Guido Lombardi), mentre Tornare di Cristina Comencini, film di chiusura, è inserito nella sezione Eventi Speciali ; fra gli altri titoli della Selezione, ecco l’atteso nuovo lavoro di Martin Scorsese, The Irishman, un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America del dopoguerra, ma anche il film di apertura, Motherless Brooklyn I segreti di una città, diretto da Edward Norton, adattamento cinematografico del romanzo Brooklyn senza madre (Motherless Brooklyn, Jonathan Lethem),  Nomad. In The Footsteps Of Bruce Chatwin di Werner Herzog, The Farewell – Una bugia buona di Lulu Wang; la sezione Tutti ne parlano è dedicata invece a quei titoli che giungono alla Festa dopo aver conseguito un sorprendente esordio internazionale (La Belle Époque, Nicolas Bedos, Francia; Share, Pippa Bianco, USA; The Vast of Night, Andrew Patterson, USA).
Novità di quest’anno, le sezioni Duel e Fedeltà e tradimenti: la prima vedrà due personalità del mondo artistico, della cultura e dello spettacolo, sfidarsi davanti al pubblico, mettendo a confronto opinioni divergenti su temi legati al cinema, ai suoi protagonisti, alle sue storie (Viale del tramonto/Eva contro Eva; Chaplin/Keaton, tra gli “scontri” in programma), la seconda invece avrà come protagonisti noti scrittori italiani ed internazionali, che commenteranno la trasposizione cinematografica di celebri opere letterarie.

Max Ophüls (Ecodelcinema)

All’interno di Riflessi ecco altre opere italiane: Bar Giuseppe (Giulio Base),  Nessun nome nei titoli di coda (Simone Amendola),  Not Everything is Black (Olmo Parenti), I Wish I Was Like You (Luca Onorati, Francesco Gargamelli), Il terremoto di Vanja – Looking For Cechov (Vinicio Marchioni), mentre le Retrospettive, a cura di Mario Sesti, saranno dedicate a due grandi esponenti del cinema mondiale: Kore-eda Hirokazu, in collaborazione con Ambasciata del Giappone ed Istituto Giapponese di Cultura in Roma, protagonista anche di un Incontro Ravvicinato, e Max Ophüls, considerato uno dei più sofisticati e brillanti autori della storia della settima arte, imprescindibile punto di riferimento per molti cineasti, fra cui Stanley Kubrick. Riguardo gli Omaggi, il costumista Piero Tosi, scomparso lo scorso 10 agosto, verrà ricordato con una serie di eventi e con l’esposizione all’ Auditorium Parco della Musica, a cura della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, di quattro abiti dedicati ai periodi 1640 e 1690, realizzati, durante i seminari di Costume tenuti da Tosi al CSC (vi ha insegnato dal 1988 al 2016), dai suoi studenti con la collaborazione dell’esperto Luca Costigliolo; spazio anche al ricordo dell’attore Turi Ferro (Turi Ferro. L’ultimo prospero, documentario di Daniele Gonciaruk) e poi di autori come Carlo Vanzina (il documentario Carlo Vanzina. Il cinema è una cosa meravigliosa, Antonello Sarno), Gillo Pontecorvo, a cent’anni dalla nascita (Kapò, 1960, versione restaurata), Franco Zeffirelli (La bisbetica domata, 1967), Luciano Salce, a trent’anni dalla scomparsa (Uma Pulga Na Balança, 1953, suo esordio alla regia in Brasile), Andrea Camilleri ed Ugo Gregoretti (il documentario Ugo & Andrea, Rocco Mortelliti).

Viola Davis (Vibe)

Fulcro della Festa saranno, come da tradizione, gli Incontri Ravvicinati, che vedranno protagonisti registi, attori e personalità del mondo della cultura, a partire da Viola Davis e Bill Murray, che riceveranno il Premio alla Carriera ed anche quest’anno con I film della nostra vita il Direttore Artistico Antonio Monda, i membri del Comitato di Selezione (Richard Peña, Giovanna Fulvi, Alberto Crespi, Francesco Zippel, Valerio Carocci) e Mario Sesti, Responsabile Retrospettive, condivideranno con il pubblico una breve rassegna di film che hanno segnato la loro passione per il cinema: dopo il western, il musical, il noir, ora sarà la volta della screwball comedy, che nel nostro idioma  identifica la commedia sofisticata statunitense degli anni trenta e quaranta; ciascun film sarà accompagnato da un incontro con autori, attori e ospiti e prima di ogni proiezione gli spettatori potranno assistere a brevi pillole delle commedie americane più celebri e amate. Restando in tema di pellicole d’antan, spazio anche ai Restauri (tutti opera di CSC/Cineteca Nazionale: Fellini Sayricon, Federico Fellini, 1969; Gruppo di famiglia in un’interno, Luchino Visconti, 1974; Il manoscritto del principe, Roberto Andò, 2000; Il mestiere delle armi, Ermanno Olmi, 2001), ricordando in chiusura articolo le Preaperture e, tra gli altri eventi, una serie d’interessanti mostre (come Cecchi Gori.Una famiglia italiana, Valerio Berruti. La giostra di Nina, Altan. Pimpa, Cipputi e altri pensatori), rimarcando infine l’attenzione ai temi ambientali evidenziata dal Direttore Artistico, segnalando I Cinedays di Rome City of Film UNESCO.

 

 

 


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