Festa del Cinema di Roma XV Edizione: “Été 85” di François Ozon vince il “Premio del Pubblico BNL”. Ad “Alice nella Città” miglior film è “Kajillionaire” di Miranda July

(OndaCinema)

Été 85 di François Ozon, tratto dal romanzo Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers, si è aggiudicato il Premio del Pubblico BNL alla XV Edizione della Festa del Cinema di Roma, risultando il film più votato dagli spettatori fra i titoli della Selezione Ufficiale. Le repliche di Été 85 avranno luogo oggi, domenica 25 ottobre, giornata conclusiva della kermesse, alle ore 20, presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica e al cinema My Cityplex Europa. Ozon ha dichiarato: “Innanzitutto, grazie alla Festa del Cinema di Roma per essersi tenuta in questo periodo difficile di pandemia. È importante continuare a sostenere il cinema e permettere al pubblico di scoprire i film su un grande schermo. Estate ‘85 è stato girato in pellicola per consentire agli spettatori di condividere le emozioni dei personaggi in una sala cinematografica, quindi grazie dal profondo del cuore al pubblico di Roma per questo bel premio”.

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(IMDb)

Riguardo Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata ai giovani e agli esordienti, i vincitori sono stati annunciati ieri mattina, sabato 24 ottobre, durante la cerimonia di premiazione che si è svolta alla Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica; il Premio Miglior Film Alice 2020  è stato conferito a Kajillionaire di Miranda July con la seguente motivazione: “Per la capacità di creare una storia in grado di tradurre tematiche classiche in immagini dolci e spietate, raccontata con uno sguardo surreale e cinico. Attraverso dei personaggi grotteschi, metafora di una realtà genitoriale tossica molto attuale. La famiglia non è solo quella in cui nasciamo, ma quella che ci costruiamo”. Premio  Speciale della Giuria per Punta Sacra di Francesca Mazzoleni, “Per aver saputo raccontare in modo mai banale una comunità dalle mille sfaccettature riuscendo a mostrare bellezza e malinconia, luci e ombre di chi la vive quotidianamente.” Il premio è stato assegnato da una giuria di 16 ragazzi di età compresa tra il 15 e i 18 anni. Il Premio Camera d’Oro Alice / MyMovies, in base alle valutazioni della Giuria composta da Eva Cools (regista e sceneggiatrice), Agostino Ferrente (regista e sceneggiatore), Caterina Guzzanti (attrice), Claudio Noce (regista), Roberta Torre (regista),  è andato ad Ibrahim di Samir Guesmi, “Un’opera che sorprende per la maturità della regia e delle interpretazioni, che racconta sapendo evocare con gli sguardi invece di spiegare con le parole il complicato rapporto tra un padre in difficoltà e un figlio alla ricerca nel delicato percorso dell’adolescenza. Un genitore che ha sbagliato e sofferto in gioventù, e che, da educatore, cerca senza sosta l’equilibrio tra redarguire gli sbagli e offrire la possibilità di imparare a superarli. Un film che parla d’amore, carico di pietas e dolcezza su un’umanità che cerca di resistere sempre al confine tra devianza e resilienza”.

(MyMovies)

La Menzione Speciale del Premio Camera d’Oro / MyMovies è stata conferita a Gagarine di Fanny Liatard, Jérémy Trouilh, “Una storia emblematica che si ispira ad un accadimento reale avvenuto in un contesto periferico, il comprensorio (“citè”) Gagarine, che prese il nome dal celebre cosmonauta sovietico che lo inaugurò nel 1963. Terreno di confronto e scontro tra culture diverse e seconde generazioni, luoghi di ghettizzazione e devianza come tanti altri a cui tanta attenzione ha offerto il cinema d’autore soprattutto francese, con il suo linguaggio naturalistico, che in taluni casi ha rischiato di creare un cliché, viene raccontata questa volta con stile inedito, mescolando il repertorio reale con atmosfere favolistiche e intuizioni visionarie, regalandoci un film sorprendente”. Premio Raffaella Fioretta, assegnato dalla giuria composta da Dario Albertini (regista), Valentina Lodovini (attrice) e Riccardo Milani (regista), per Il mio corpo di Michele Pennetta, “Per averci fatto conoscere Oscar e Stanley, due corpi, due anime; due solitudini che si sfiorano per un istante vagando prigionieri nella stessa terra alla ricerca di emancipazione. Il mio corpo è un’opera che ci racconta di abbandono, di rifiuto, di degrado e umanità, Pennetta lo fa con grande efficacia ma soprattutto con una preziosa delicatezza che lo contraddistingue”. Il premio prevede un contributo di 3000 euro. Andando ai corti, la Giuria composta da Paola Minaccioni (attrice), Fabio Mollo (regista) e Carlotta Natoli (attrice) ha assegnato il  Premio al Miglior Cortometraggio a El Silencio del Rio di Francesca Canepa, “Con la sua regia evocativa il film riesce a coniugare una piccola ma significativa storia di formazione ad una più grande trama metaforica e a traghettarci, attraverso una sorta di ‘realismo-magico’ verso un mondo possibile fatto di storie e di sogni che devono poter essere vissuti e raccontati”. Nella stessa sezione, la Menzione Speciale per la regia è andata a Tropicana di Francesco Romano, “Per una regia asciutta e decisa che sa andare dritta al segno, per una sapiente direzione degli attori sempre intensi e credibili.  Non in ultimo per la critica sociale a un mondo fatto di ruoli inadeguati e di inadeguate relazioni che rischiano di mettere a repentaglio l’ultimo baluardo d’Amore: il rapporto tra genitori e figli”.

(Cinematografo)

La giuria composta da Laura Muccino (Casting director), Roberto Proia (distributore e produttore Eagle), Tiziana Silvaggi (talent agent) ha assegnato il Premio RB Casting Miglior Attore Esordiente Italiano  ad Antonio Bannò, interprete di Tigers (Ronnie Sandahl) :”Seppur in poche e significative scene Antonio riesce a raccontare un personaggio e le sue emozioni, la sua disillusione e la sua rabbia in modo coerente e convincente. La sua interpretazione resta impressa nello spettatore e contribuisce in modo impattante alla storia del film e al percorso emotivo del protagonista. Crediamo che Antonio incarni una tipologia di attore internazionale, fuori dagli schemi e di gran talento che, ci auguriamo, questo premio contribuisca a mettere in risalto”. Menzione Speciale per  Ludovica Francesconi, Sul più bello, “Per averci restituito un personaggio ironico, vibrante e carico di energia. Con leggerezza e autenticità crea immediatamente empatia, coinvolgendo lo spettatore sia dalla sua prima scena. Una giovane promessa del cinema italiano”. Il DO Rising Star Award per il Miglior Attore Esordiente non Italiano è stato conferito, dalla giuria composta da Richard Cook (Irlanda), Karin Dix (Germania), Sally Fisher (USA), Billy Lazarus (USA), Michela Pini (Svizzera),  ad Enrik Enge per Tigers, “(…) offre un personaggio straordinariamente complesso: intelligente, sensibile, ostinato, fisicamente vulnerabile e allo stesso tempo forte. Illumina lo schermo con il suo ritratto magnetico di Martin Bengtsson; la rappresentazione è così avvincente che non solo credi al suo viaggio mentre si svolge, ma crederai anche a qualsiasi sua variazione. Per questo notiamo come la sua interpretazione sostenga questo film in maniera convincente”. Menzione Speciale ad a Alseni Bathily per Gagarine,  di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh.

Gagarine ha anche ricevuto, dalla giuria composta da Morgan (presidente), Alessandro Giberti (Direttore Rolling Stone), Louis Siciliano (musicista e compositore), Pino Farinotti (critico cinematografico) e Gianni Santoro (La Repubblica), il Premio Rolling Stone alla Miglior Colonna Sonora: “La colonna sonora di Gagarine è un lavoro costruito su un’interessante alchimia sonora: i multi-timbri più innovativi dei synth di ultima generazione e delle drum machines dialogano con l’orchestra e con le sonorità avvolgenti alle quali il cinema contemporaneo ci ha da tempo abituati. Ne viene fuori una partitura fresca e innovativa con degli impasti timbrici davvero inediti. Amin Bouhafa, Evgueni Galperine e Sacha Galperine sono riusciti a evitare tutti i manierismi e i cliché delle soundtrack, regalando allo spettatore melodie mai banali e percorsi armonici non scontati. Il ritmo della partitura nel rapporto sinestetico con lo scorrere delle immagini, garantisce al fruitore del film un’esperienza emozionale davvero entusiasmante che va a squarciare quella quarta dimensione acustica che fa lievitare al massimo grado il linguaggio semantico di questa bellissima pellicola. Una colonna sonora per niente banale, che ha il pregio di catturare lo spettatore come una grande Opera Post-Pop”. Menzione Speciale per la colonna sonora di Punta Sacra (Francesca Mazzoleni): “La regista ha lavorato con due nomi già noti alla scena cine-musicale italiana, Lorenzo Tomio e Theo Teardo, ma vi ha affiancato i brani originali del rapper Chiky Realeza e il suo mix tra urban nostrano e atmosfere classiche sudamericane, da Héctor Lavoe a Victor Jara. Un risultato sperimentale, controcorrente e libero per il panorama italiano, come il film a cui fa da commento sonoro”.

La borsa di studio intitolata a Pietro Coccia del valore di 1.000 euro, è stata assegnata  da Fabio Lovino (ritrattista e regista di documentari) a Giacomo Chapus per proseguire il percorso di studi. Infine, ecco gli altri riconoscimenti assegnati: Premio Lotus  al cortometraggio Slow (Giovanni Boscolo e Daniele Nozzi). Premio Tatatu al cortometraggio Tropicana (Francesco Romano). Premio Rai Cinema  al corto Bataclan (Emanuele Aldrovandi). Premio Premiere Film  al cortometraggio Alina (Rami Kodeih).


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