Ciao Gigi

Gigi Proietti (Huffington Post)

Addio all’immenso Gigi Proietti (Luigi all’anagrafe, Roma, 1940), vero erede di Ettore Petrolini nell’assecondare la caustica indole ironica, ed autoironica, propria della “vecchia Roma”, superbo interprete a tutto tondo in ogni settore dello spettacolo, il teatro in primo luogo, dove ha trovato buon albergo la dimensione più idonea al suo prorompente estro istrionico, mitigato da una certa bonomia congiunta ad una sapida levità, entrambe idonee a generare una suggestiva confluenza fra arte e vita (basterebbe citare l’innovativo A me gli occhi, please, 1976), per poi approdare al cinema, dove invece non sempre il suo talento ha trovato opportuna e congrua esternazione. Da ricordare in particolare le riuscite interpretazioni in Febbre da cavallo (Steno, 1976) e Casotto (Sergio Citti, 1977), così come ne La Tosca (Luigi Magni, 1973), ma anche quelle rese con registi quali Sidney Lumet  (La virtù sdraiata, The Appointment, 1969), Ted Kotcheff  (Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa, Who Is Killing the Great Chefs of Europe?, 1978), Robert Altman (A Wedding, Un matrimonio, 1978) e Bertrand Tavernier (Eloise, la figlia di d’Artagnan, La Fille de d’Artagnan, 1994). Ma ancor prima del grande schermo Proietti fu anche attivo in televisione, a partire dal 1968 (prese parte, fra gli altri, a Il Circolo Pickwick, 6 puntate, tratto dall’omonimo romanzo di Charles Dickens, 1836, per la regia di Ugo Gregoretti, il quale lo volle nel 1974 come interprete di un personalissimo Sandokan ne Le tigri di Mompracem), anche se probabilmente in tale ambito il suo ruolo più iconico resterà quello del maresciallo Rocca nella nota fiction (cinque stagioni, più una miniserie conclusiva), trasmessa dal 1996 al 2008. Affido il ricordo del grande Gigi a due articoli scritti qualche anno fa e che ripubblico volentieri, la recensione del libro autobiografico Tutto sommato- Qualcosa mi ricordo (Rizzoli Editore, 2013) e del citato film Febbre da cavallo.


3 risposte a "Ciao Gigi"

    1. Come ad ogni persona cui si è voluto bene il suo ricordo rimarrà indelebile, immenso sia come uomo che come artista. Grazie, un saluto.

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