“Il suo nome è Lattuada”, la Retrospettiva di Locarno74

Alberto Lattuada (Cityrumors Milano)

Sarà dedicata al regista Alberto Lattuada, autore particolarmente attento alla composizione visiva e a rappresentare con viva sensibilità la psicologia dei personaggi, femminili in particolare, la Retrospettiva della 74esima edizione del Locarno Film Festival (4-14 agosto), voluta dal nuovo direttore artistico Giona A. Nazzaro e curata da Roberto Turigliatto. Figura centrale, eppure spesso sottovalutata, Lattuada ha attraversato nel corso della sua carriera oltre 40 anni di storia del cinema italiano, dall’esordio nel 1943 con Giacomo l’idealista, tratto dall’omonimo romanzo di Emilio De Marchi (1897, Hoepli), fino ad Una spina nel cuore (1986), adattamento dell’omonimo racconto di Piero Chiara (1979, Mondadori), rivelandosi piuttosto eclettico nell’assecondare la propensione per l’adattamento letterario e poi i toni propri della commedia di costume e del melodramma; nel coniugare felicemente l’approfondimento psicologico dei personaggi e il senso della spettacolarità, è riuscito quindi a dare forma concreta all’idea di un cinema che fosse colto ma popolare al contempo, sfruttando con gusto ed eleganza formale i generi ma anche  le narrazioni della tradizione italiana, come ha evidenziato nel suo commento  Giona A. Nazzaro: “Alberto Lattuada è l’autore di una filmografia appassionante, ricca, stratificata. Autore dallo sguardo inquieto e curioso, generoso e politico, è stato in grado di conservare la sua singolarità e la sua individualità mettendosi sempre alla prova, sperimentando con i generi cinematografici, senza mai perdere il rapporto con il pubblico. Riscoprire l’opera completa di Alberto Lattuada significa portare alla luce il segreto meglio custodito del cinema italiano. Un segreto paradossale, affascinante, ancora misterioso”.

(Pinterest)

Roberto Turigliatto, come scritto curatore della Retrospettiva, ha invece dichiarato: “Sensualità, bellezza, ambiguità, dominio della forma, perfezionismo e sperimentazione caratterizzano l’opera di straordinaria diversità realizzata da un uomo libero, curioso e anticonformista, che oggi è più che mai necessario riscoprire”. Grazie alla presentazione della sua filmografia completa, con molte opere ancora poco esplorate anche dagli addetti ai lavori,  si proverà a fare nuova luce su un autore a tutt’oggi poco conosciuto, soprattutto fuori dall’Italia, apparso spesso eccentrico e inclassificabile, ed invece artefice di un cinema di estrema modernità. Intellettuale, architetto, critico e fotografo negli anni della formazione, Lattuada è rimasto fedele al modernismo che caratterizzava il vivace contesto culturale milanese, restando sempre un osservatore lucido e anticipatore delle grandi trasformazioni collettive del secondo Novecento. Grande regista, ha lavorato con diversi degli attori italiani e internazionali più importanti del periodo ed è stato anche scopritore di molti interpreti talentuosi, in particolare attrici come Jacqueline Sassard, Catherine Spaak, Nastassja Kinski e Clio Goldsmith.

Giona A. Nazzaro (ANSA)

Nulla è in grado di rivelare come il cinematografo i fondamenti di una nazione”: così Lattuada definiva ciò che per lui era la settima arte nel 1945 quando, con altri registi contribuiva a fare della sala cinematografica un luogo di partecipazione civile, politica e morale. La passione per il cinema era nata durante gli anni di studio, grazie alle collaborazioni in qualità di cinefilo e critico e all’organizzazione di rassegne cinematografiche, esperienze che lo portarono presto tra i promotori della raccolta di film che diventerà nel dopoguerra la Cineteca Italiana di Milano e a lavorare con autori come Soldati e Poggioli.  Per accompagnare il pubblico di Locarno verso la Retrospettiva, nel corso dei prossimi mesi sui canali ufficiali del Festival verranno pubblicate delle video pillole realizzate con alcuni degli studiosi e delle personalità del cinema italiano e internazionale che maggiormente si sono confrontati con Lattuada e la sua opera, andando così a comporre una collezione di spunti e punti di vista che apriranno il dibattito dal vivo che si svilupperà ad agosto. Verso Lattuada, questo il titolo dell’iniziativa, verrà inaugurata nel mese di febbraio con le riflessioni dei critici cinematografici italiani Paolo Mereghetti e Maurizio Porro, protagonisti delle prime due video pillole.

(IMDb)

La Retrospettiva è organizzata dal Locarno Film Festival in collaborazione con la Cinémathèque suisse, la Cineteca Nazionale – Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, la Fondazione Cineteca di Bologna, la Fondazione Cineteca Italiana e l’Istituto Luce-Cinecittà. Il progetto vede inoltre coinvolte prestigiose istituzioni svizzere ed internazionali che assicureranno una circuitazione che farà viaggiare la Retrospettiva fino al 2022. Fra le istituzioni già confermate: Cinémathèque suisse; Cineteca Madrid; EYE Filmmuseum Amsterdam; Filmpodium Zürich; I Mille Occhi a Trieste; Les Cinémas du Grütli a Ginevra; Museo Nazionale del Cinema a Torino; National Gallery of Art a Washington. In chiusura articolo, si ricorda che  il team del Festival sta lavorando, nel pieno e rigoroso rispetto delle norme sanitarie, nell’ottica di realizzare un’edizione completa della manifestazione: qualora le stesse norme lo imponessero, il Festival si riserva la possibilità di apportare delle modifiche organizzative, che verranno comunicate a tempo debito ai media e al pubblico. (Fonte parziale: comunicato stampa)


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