Addio ad Aldo Giuffrè

Aldo Giuffrè
Aldo Giuffrè
E’ morto questa notte, 27 giugno, all’Ospedale San Filippo Neri di Roma, l’attore Aldo Giuffrè, dopo un’operazione di peritonite.
A darne la notizia il fratello Carlo, con il quale in passato aveva avuto qualche litigio, poi rientrato. Aveva 86 anni.

“Nasce” in teatro affrontando una lunga gavetta, debuttando nel 1942 con la compagnia di Eduardo de Filippo: il lungo iter prima del vero debutto gli diede comunque la possibilità di cimentarsi in tanti ruoli, sperimentando così vari stili espressivi, dando vita ad una notevole versatilità, essendo capace di passare con una certa disinvoltura da caratterizzazioni comiche a quelli più intense e drammatiche, come testimoniano anche la grande attività da caratterista nel nostro cinema, dove esordisce nel 1947 (Assunta Spina, di Mario Mattoli), per una carriera che lo porta a girare il suo ultimo film nel 2001 (La repubblica di San Gennaro, di Massimo Costa), passando per le commedie sexy degli anni settanta.

Personalmente lo ricordo con commozione a fianco dell’immenso Totò in molti film con protagonista il principe della risata, in particolare nel ruolo di Amilcare in Guardie e ladri,’51, di Steno e Monicelli, anche se l’interpretazione che più mi è rimasta nel cuore è quella del capitano nordista Clinton (foto) ne Il buono, il brutto, il cattivo, ’66, di Sergio Leone,dove, doppiato da Pino Locchi, dà vita all’indimenticabile interpretazione di un militare alcolizzato e disilluso, una dolente, efficace ed estremamente realistica visualizzazione dell’inutilità di qualsivoglia conflitto; da ricordare anche l’attività televisiva, segno della sua poliedricità, a partire dal 1960, quando prende parte a numerose commedie e spettacoli di prosa, recitando in vari sceneggiati.

Scompare dunque un grande attore di teatro, erede della migliore tradizione partenopea, che sapeva esprimersi con intensità e padronanza scenica anche al di fuori di essa, ed un abile caratterista cinematografico, capace di affrontare con scioltezza e bravura anche le prove del piccolo schermo, un artista nel senso più vero e pregnante del termine, figura di cui se ne sente fin troppo spesso la mancanza.


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