Milano, “Spazio Oberdan”: retrospettiva su Nikolaus Geyrhalter

Nikolaus Geyrhalter (lukasbeck.com)
Nikolaus Geyrhalter (lukasbeck.com)

Dal 16 al 20 luglio, in collaborazione con il Trento Film Festival e il Forum Austriaco di Cultura di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenterà presso la sala Alda Merini dello Spazio Oberdan – Provincia di Milano (Viale Vittorio Veneto 2), in anteprima italiana, quattro opere di Nikolaus Geyrhalter, uno dei maggiori documentaristi viventi.
Nato a Vienna nel 1972, Geyralther ha iniziato giovanissimo l’attività di regista e da allora ha realizzato numerosi film, molti dei quali premiati nei più importanti festival internazionali (La Viennale, Visions du Réel di Nyon, Berlino, Amsterdam).

Il suo è un cinema che parte dalla realtà per poi farsi visionario: l’occhio del regista, puntato con maniacale insistenza sui soggetti delle proprie realizzazioni, li costringe a svelare il proprio lato nascosto, ne infrange la superficie per penetrarvi in profondità, ne illumina i meandri più inconsueti, arrivando così a catturare la più autentica complessità di cose e persone. Davanti ai suoi film si prova una sorta di effetto straniante, di stupefazione, come guardare quelle parti di mondo senza riconoscerle del tutto, ma anche con il sospetto di vederle per la prima volta e comunque nella consapevolezza di guardarle con sguardo diverso, idoneo a reinventarle. Di seguito riporto il calendario delle proiezioni, rimandandovi per ogni informazione ai consueti indirizzi web info@cinetecamilano.it / www.cinetecamilano.it

Mercoledì 16 luglio– ore 21.15
Donauspital (Austria, 2012, 75′, versione originale con sottotitoli in italiano)
Filmato in uno dei più grandi ospedali d’Europa, mostra la routine e i processi di lavoro quotidiani in un istituto potente e complesso.
Attraverso la raffigurazione della moderna struttura sanitaria viennese, il film mette la nostra società allo specchio per mostrare come affronti la salute e la malattia, la vita e la morte. Il ritratto di un’istituzione in cui le relazioni tra i processi che sono invisibili a pazienti e ai visitatori sono mostrati in tutti i loro dettagli.

(www-acrossthevisionfilmfestival-org)
(www-acrossthevisionfilmfestival-org)

Giovedì 17 luglio– ore 19.30
Abendland (Austria, 2011, 90′, versione originale con sottotitoli in italiano)
Un film-poesia che ritrae un continente di notte, una cultura su cui il sole sta tramontando, anche se al contempo è iper vigile. Una Abendland che, spesso in maniera un po’ auto-ossessiva, si considera il punto più alto della civiltà umana, mentre la sua economia dei servizi sta subendo una rapida crescita estremamente pragmatica.
Il lavoro notturno giustapposto a inconsapevoli digressioni serali, nascita e morte, domande che attendono risposte nella semi-oscurità, una babele di lingue.

Venerdì 18 luglio– ore 19
7915 Km (Austria, 2008, 106′, versione originale con sottotitoli in italiano)
Il film segue il Dakar Rally del 2007 attraverso Marocco, Repubblica Sahrawi, Mauritania, Mali e Senegal, incontrando lungo il percorso la varietà dell’Africa contemporanea, dimostrando la distanza tra questi due mondi, risultato di condizioni politiche ed economiche, e le idee e i pregiudizi sia europei che africani. Tenendo ben presente questa dura realtà, rende omaggio ad un’umanità e lentezza che mettono in discussione pregiudizi radicati e il ruolo degli europei in tanti problemi abitualmente considerati africani.

Una scena di "Allentsteig"
Una scena di “Allentsteig”

Domenica 20 luglio– ore 19.15
Allentsteig (Austria, 2010, 79′, versione originale con sottotitoli in italiano)
La convinzione che non si trovino più zone inesplorate sulla cartina dell’Austria è errata: nel 1938 l’esercito tedesco stabilisce uno dei più grandi campi di addestramento militare in Europa, nel nord della Bassa Austria. L’accesso agli oltre 160 chilometri quadrati che la zona ricopre è ancora limitato. Geyrhalter si avvicina a questo territorio, letteralmente occupato, da una molteplicità di nuove direzioni: la coreografia delle esercitazioni quotidiane, le persone che vivono ai margini di quest’area, e coloro che ne sono stati sfrattati molti anni fa.


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