Bologna, Youngabout International Film Festival XIII Edizione: spazio ai giovani, fra energia positiva ed emozionalità cinematografica

Si svolgerà dal 18 al 30 marzo a Bologna, con proiezioni al Cinema Odeon, la XIII Edizione di Youngabout International Film Festival, manifestazione curata da Laura Zardi ed Angela Mastrolonardo, nata nel 2007 e dedicata al cinema contemporaneo di qualità, privilegiando il pubblico dei giovani, degli adolescenti, dando spazio poi alle arti visive, così come alle tematiche legate alle nuove tecnologie e alle produzioni televisive. Ideazione ed organizzazione fanno capo all’Associazione culturale Gli anni in tasca-Il cinema e i ragazzi, di concerto con istituzioni locali e nazionali ed altre realtà associative e culturali.
Il festival nasce come una costola della rassegna Un film nello zaino, sorta precedentemente e che ha seguito un percorso autonomo, ma adesso, considerata la finalità d’intenti e la necessità di concentrare le proposte culturali in un determinato arco temporale, favorendone così la fruizione da parte degli spettatori, le due manifestazioni hanno trovato confluenza in un unico progetto, coinvolgendo bambini dai 4 ai 12 anni e ragazzi dai 13 ai 20 anni.
La proiezione dei film resta il cuore pulsante della kermesse, nella capacità di riunire opere provenienti da vari paesi ed offrire così diversi punti di vista e differenti espressività emozionali, con l’impiego di linguaggi e stili quanto mai diversificati, che spaziano dalla fiction all’animazione, passando per il cinema di denuncia e di impegno civile.

Piuttosto rilevante poi, anzi vera e propria forza trainante, il proficuo coinvolgimento dei ragazzi all’interno della macchina organizzativa del festival, il loro inserimento in specifici percorsi formativi, idonei a fargli comprendere e valutare il linguaggio proprio della Settima Arte.
Nel buio della sala la luce di altri mondi: i titoli selezionati per la XIII Edizione ben rappresentano un cinema qualitativamente alto, idoneo a fare da bussola all’interno di una realtà certo variegata e multiforme ma spesso appiattita all’interno di rituali omologanti, orfana di concreti punti di riferimento, incline a perdere di vista quelle energie positive e quei pensieri costruttivi che appartengono alle nuove generazioni ed attendono solo gli stimoli opportuni per trovare inedita confluenza verso un’energica trasformazione condivisa. Ecco quindi in cartellone film volti ad affrontare tematiche quali i diritti, la solidarietà, l’integrazione e l’inclusione sociale, l’accoglienza, con protagonisti bambini, adolescenti, visualizzati nel rapporto con le proprie famiglie e la società in cui si trovano a vivere, fronteggiando contraddittorietà e confusione all’interno di un percorso formativo che li condurrà coscientemente verso l’età adulta.

Un tragitto quello descritto che coincide con il valore pedagogico che può assumere il cinema nei confronti dei giovani, sostenendoli nella realizzazione tanto di una proficua capacità di discernimento (il rispetto delle regole, il concetto di legalità, il considerare la diversità come un valore e non una discriminante), quanto in un incentivo della capacità critica, senza dimenticare la possibilità di apprendere le lingue straniere (tutti i film sono presentati in lingua originale); una meritoria missione culturale, dunque, quella portata avanti dalla manifestazione bolognese, nonostante le tante difficoltà soprattutto di tipo economico (i finanziamenti da parte di Regione e Comune non sono mancati e continuano ad esserci, così come l’apporto di un sponsor, ma non consentono una crescita esponenziale allo sforzo profuso nel metterne in atto tutte le potenzialità), mantenendo la costante di una profonda attività di ricerca all’interno delle culture giovanili, privilegiando nel corso degli anni quelle pellicole, spesso trascurate dal consueto canale distributivo, attente a tematiche relative alla realtà formativa di bambini e ragazzi, alla loro sensibilità, prendendo le distanze da qualsivoglia visione stereotipata al riguardo e non dimenticando problematiche sociali ed ambientali.

L’attività di Youngabout non è limitata a quei giorni in cui il festival va in scena, visto che il progetto coinvolge molti istituti nel corso dell’intero anno scolastico attraverso laboratori di filmologia comparata, intenti al confronto fra modalità espressive diverse, andando a collegare la visione di un film con testi scritti o illustrati e con opere d’arte figurativa, workshop per la produzione di fiction e cortometraggi d’animazione attraverso disegni e materiali vari, a cura di esperti che collaborano con l’associazione Gli anni in tasca, all’interno di centri culturali e scuole, mirati interventi didattici con l’applicazione dei metodi più opportuni per far sì che i ragazzi possano entrare a contatto la propria emotività più intima e profonda, fino a giungere alla valorizzazione di un personale gusto estetico. Rilevante, oltre al concorso rivolto alla migliore recensione dei film in programma (con festa di premiazione in programma a maggio), il Percorso sulla legalità inteso a preparare il conferimento del Premio Angelo Vassallo, che il festival dedica al sindaco di Pollica ucciso nel settembre del 2010 in un attentato di presunta matrice camorristica, riconoscimento che quest’anno sarà assegnato a Salvatore Borsellino, all’avvocato Fabio Repici e al Movimento delle Agende Rosse, nel corso di un incontro che avrà luogo nella Sala Tassinari di Palazzo D’Accursio venerdì 29 marzo, alle ore 18.

Youngabout conferma e rafforza anche con l’imminente XIII Edizione la propria trascinante capacità di rendere fattivo il coinvolgimento  degli adulti di domani al fascino imperituro della cinematografia, offrendo loro l’occasione di volgere uno sguardo più attento alla continua e veloce evoluzione cui è soggetta la realtà che li circonda, nella condivisione di problematiche, aspettative ed inedita speranza per il futuro; ne richiama l’attenzione,  e ciò riguarda in particolare i cosiddetti “nativi digitali”, abituati ormai a riprendere “a filo di smartphone” tutto quanto passa sotto i loro occhi o a visionare un film con un semplice click  sulla tastiera, su quel straordinario afflusso immaginifico reso nel buio della sala, attualizzazione del Mito della caverna di Platone, rendendo possibile la  condivisione di un sogno, felicemente visualizzata, per esempio, da Giuseppe Tornatore in Nuovo Cinema Paradiso (1988). Un’emozione da condividere seguendo la scia di quel fascio di luce che consente, nella visualizzazione sullo schermo, una reciproca confluenza fra immaginazione e realtà, per un continuo gioco di affabulazione con gli spettatori, rendendo infine il cinema quale suggestiva macchina del tempo, idonea nel suo afflato incantato a riunire più generazioni.

 

 

Una risposta a “Bologna, Youngabout International Film Festival XIII Edizione: spazio ai giovani, fra energia positiva ed emozionalità cinematografica

  1. L’ha ribloggato su Lumière e i suoi fratelli.

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