Roma, Palazzo delle Esposizioni: dal 24 gennaio la 12ma edizione di “A qualcuno piace classico”

Giunta alla 12ma edizione, la rassegna A qualcuno piace classico-Appunti di storia del cinema torna a proporre al pubblico una serie di capolavori della Settima Arte, da riscoprire nuovamente in sala, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e in pellicola 35mm. Come lo scorso anno la formula consueta si arricchisce della collaborazione con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo Regione Lazio: ogni film verrà introdotto agli spettatori da un critico diverso, così da contestualizzare al meglio tutti i titoli del programma. Aprirà le danze il 24 gennaio una commedia della Hollywood degli anni d’oro, Colpo di fulmine  (Ball of Fire, 1941), che vede uniti i talenti di Billy Wilder e Howard Hawks, rispettivamente alla sceneggiatura e alla regia, nonché quelli di Barbara Stanwyck e Gary Cooper nei panni di una ballerina e di un impacciato professore costretto a uscire dal suo guscio. La commedia resta protagonista del programma di quest’anno con alcuni dei suoi sommi artefici, come il Frank Capra de Il teatro di Minnie (The Matinee Idol, 1928), gioiello del muto presentato in uno storico restauro della Cineteca di Bologna, o il Woody Allen di Zelig, 1983, tra gli esiti più alti del genio newyorkese.

(IMDb)

A modo loro sono commedie anche I protagonisti (The Player, 1992), sferzante satira del mondo del cinema firmata da Robert Altman, e Non tutti ce l’hanno… (The Knack …and How to Get It, Richard Lester, 1965), film simbolo della stagione della Swinging London, senza dimenticare lo stesso Tirate sul pianista (Tirez sur le pianiste, 1960) , opera giovanile di François Truffaut in cui si respira tutta la leggerezza e l’ironia della prima Nouvelle Vague. Un cinema a tinte più forti è invece quello di due registi certo molto amati dal pubblico, Fritz Lang ed Alfred Hitchcock, di cui vengono proposti dei titoli più rari, La confessione della signora Doyle (Clash by Night, 1952)  e Sabotaggio (Sabotage, 1936), quest’ultimo appartenente al periodo inglese del maestro della suspense e tratto da Joseph Conrad. A completare il programma ecco, infine, una coppia di nomi leggendari del cinema d’autore come Béla Tarr e Maya Deren, che della sperimentazione sul linguaggio hanno fatto la loro bandiera: del primo sarà presentato Perdizione (Kárhozat, 1987), il cui culto cinefilo resta vivo tuttora, mentre ala seconda sarà dedicato un omaggio con una selezione di cortometraggi che restituiscono in pieno il suo ruolo di formidabile pioniera del cinema d’avanguardia americano. Qui il programma completo, con modalità di accesso alla sala (Fonte: sito Palazzo delle Esposizioni)


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