Milano, Fondazione Cineteca Italiana omaggia Stanley Donen ed Asghar Farhadi

Stanley Donen (Napoli Film Festival)

Da mercoledì 26 dicembre a sabato 5 gennaio al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenterà Stanley Donen, The King of Musicals, omaggio ad un regista dall’impagabile poliedricità, dote che gli ha consentito, spesso attraverso intuizioni geniali, di andare oltre il musical quale genere cinematografico prediletto (Singin’in the Rain, codiretto insieme a Gene Kelly, 1952; Seven Brides for Seven Brothers, 1954, fra gli altri), regalandoci opere impeccabili nella loro raffinata costruzione, soprattutto commedie, quest’ultime curiosamente simili nel loro andamento generale ad una felice partitura musicale. In cartellone titoli come Due per la strada (1967), road movie romantico interpretato da Audrey Hepburn e Albert Finney o Cenerentola a Parigi (1957), protagonista ancora la Hepburn, affiancata da Fred Astaire, grandi classici quali il citato Cantando sotto la pioggia e Un giorno a New York (1949), interpretato da Gene Kelly e Frank Sinatra.

Asghar Farhadi (Festival de Cannes)

Sempre a cura di Fondazione Cineteca Italiana, ma al Cinema Spazio Oberdan del capoluogo lombardo, da giovedì 20 dicembre, con conclusione domenica 6 gennaio, è in corso una rassegna dedicata al  grande cinema di Asghar Farhadi, tra i più importanti registi iraniani contemporanei che, per stile, temi trattati e ambientazioni, ha saputo emanciparsi dai maestri Abbas Kiarostami e Moshen Makhmalbaf, attraverso opere nelle quali è sempre presente il legame col Paese d’origine ma anche la voglia di confrontarsi con realtà politiche e sociali diverse.
Le storie delineate da Farhadi si caratterizzano per un alto tasso di tensione, con i protagonisti posti di fronte a scelte, dubbi, conflitti familiari e di coppia, spesso scatenati da un evento drammatico che sollecita la partecipazione emotiva dello spettatore; una complessità narrativa cui fa riscontro una esemplare limpidezza formale, resa possibile da una sensibilità di sguardo capace di scavare nelle profondità dell’essere umano e di alimentare quel percorso nel dubbio che è sempre segno di grande arte.

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