Al via “Venezia 70”

Alberto Barbera
Alberto Barbera
Dopo la pre-apertura con la proiezione del capolavoro di Francesco Rosi Le mani sulla città, film che si aggiudicò a Venezia il Leone d’oro 50 anni addietro, avvenuta ieri sera, martedì 27 agosto, presso il centro storico della città lagunare, l’Arena di Campo S. Polo, prende il via oggi la 70ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, diretta da Alberto Barbera, per concludersi sabato 7 settembre.
Il cartellone della kermesse, che con l’edizione di quest’anno raggiunge un importante traguardo di longevità, introduce elementi innovativi o, comunque, volti ad evidenziare un superamento dei confini tradizionali del cinema reale, in particolare riguardo i generi cinematografici.

Gianfranco Rosi
Gianfranco Rosi
Ciò appare evidente sia nel film d’apertura della serata inaugurale, madrina l’attrice Eva Riccobono, Gravity di Alfonso Cuarón (interpretato da Sandra Bullock e George Clooney), che si preannuncia come un’opera tanto mirabile dal punto di vista visivo quanto complessa nei contenuti, puntando a porre nuovi parametri di riferimento nell’ambito della fantascienza, sia, soprattutto, nella presenza, in Concorso, di due documentari, Sacro Gra, diretto da Gianfranco Rosi (Gra sta per Grande Raccordo Anulare, “vissuto” per un anno dal regista alla guida di un camper), e The Unknown Known di Errol Morris, basato sul personaggio di Donald Rumsfeld, Segretario della Difesa statunitense nel bienno ’75-’77, (Presidente Gerald Ford) e dal 2001 all’8 novembre 2006 (Presidente George W. Bush).

Hayao Miyazaki
Hayao Miyazaki
Ricorrono nelle varie proposte, rappresentative un po’ di tutti i paesi, elementi legati all’attualità, ponendo l’accento su temi quali la violenza nelle sue varie esternazioni a livello familiare, sociale, domestico, senza dimenticare la crisi economica (e di valori) ormai diffusasi a livello mondiale, con la precisa scelta di legare i film alla realtà presente, senza esternare metafore o possibili soluzioni ottimistiche per il futuro, bensì evidenziandone ogni problematica ed implicazione nei rapporti umani.
Fra i titoli italiani, oltre al citato Sacro Gra, L’intrepido di Gianni Amelio, protagonista Antonio Albanese, Via Castellana Bandiera, dell’esordiente Emma Dante, adattamento del suo primo romanzo (2009), mentre appare piuttosto felice l’inserimento, pur non costituendo una premiere mondiale, del nuovo film d’animazione di Hayao Miyazaki, Kaze Tachinu.

James Franco
James Franco
Certo interessante, ulteriore segno della volontà di dar spazio alle “nuove proposte”, la presenza nella qualità di regista dell’attore James Franco con Child of God (dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy), così come non può che rivelarsi gradito il ritorno in grande stile dell’Inghilterra al Lido, con titoli quali The Zero Theorem di Terry Gilliam o Philomena, Stephen Frears, senza dimenticare Jonathan Glazer, che con Under the Skin torna dietro la macchina da presa dopo circa dieci anni (Birth).
Anche le altre sezioni offrono comunque opere capaci di destare curiosità ed interesse, come Capitan Harlock diretto da Shinji Aramaki, o Moebius di Kim Ki-duk, il Leone d’Oro della scorsa edizione con Pieta, l’omaggio reso da Ettore Scola a Federico Fellini nella ricorrenza dei vent’anni dalla scomparsa (Che strano chiamarsi Federico-Scola racconta Fellini), Alex Gibney con The Armstrong Lie, documentario sul noto ciclista.
Riguardo i nostri colori, troviamo Costanza Quatriglio, Con il fiato sospeso, protagonista Alba Rohrwacher, e la coppia Mario Sesti e Teho Teardo (La voce di Berlinguer).

future_reloadedNella sezione Orizzonti, dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale, risaltano titoli come la coproduzione italo-americana Medeas (Andrea Pallaoro), We Are the Best! (Lukas Moodysson) e Why Don’T You Play in Hell? del giapponese Sion Sono, senza dimenticare gli italiani, La prima neve di Andrea Segre, Il terzo tempo diretto da Enrico Maria Artale, Piccola Patria, per la regia di Alessandro Rossetto, e Valeria Allievi, con il documentario Quello che resta. Da segnalare l’opera collettiva Venezia 70 – Future Reloaded, composta dai settanta cortometraggi di 60-90 secondi realizzati da altrettanti registi di tutto il mondo per celebrare il 70mo anniversario della Mostra, il secondo film che andrà ad aprire la serata, proiettato in Sala Grande alle ore 22.00, dopo il citato Gravity di Cuarón.

Bernardo Bertolucci
Bernardo Bertolucci
Riguardo le giurie, quella della sezione Concorso risulta così composta: Bernardo Bertolucci (Presidente), Andrea Arnold, Renato Berta, Martina Gedeck, Pablo Larraìn, Virginie Ledoyen, Ryuichi Sakamoto, Jiang Wen, Carrie Fisher. Orizzonti vede invece Paul Schrader (Presidente), Catherine Corsini, Leonardo Di Costanzo, Golshifteh Farahani, Frederic Fonteyne, Ksenia Rappoport, Amr Waked.
Infine Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis: Haifaa Al Mansour (Presidente), Alexey German Jr., Geoffrey Gilmore, Ariane Labed, Razvan Radulescu, Maria Sole Tognazzi, Amat Escalante.

 William Friedkin
William Friedkin
Il Leone d’oro alla carriera sarà assegnato al regista statunitense William Friedkin, autore di polso e raffinato compositore d’immagini, visionario ma attento alle esigenze spettacolari e commerciali, esponente di quel movimento innovatore noto come New Hollywood, il quale ha portato aria nuova, fra l’altro, nell’ambito di due generi cinematografici piuttosto popolari quali il poliziesco e l’horror (rispettivamente Il braccio violento della legge, ’71, e L’esorcista, ’73).
Sarà inoltre presentata la versione restaurata de Il salario della paura (Sorcerer, ’77), altro titolo degno di nota nella filmografia di Friedkin, remake di Vite vendute, diretto nel 1953 da Henri-Georges Clouzot, il cui titolo originale, Le salaire de la peur, riprende quello dell’omonimo romanzo di Georges Arnaud, ’50.

Claudia Cardinale
Claudia Cardinale
Da non dimenticare Venezia Classici, sezione, introdotta lo scorso anno, dedicata ai restauri e ai documentari sul cinema, che vedrà come testimonial Claudia Cardinale, un’attenta riscoperta di opere del passato trascurate o sottovalutate, attraverso una selezione dei migliori restauri realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo, a partire proprio dalla Biennale di Venezia, con le Collezioni del suo Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC), il quale ha fornito le copie d’epoca di quattro classici del cinema, come Vaghe stelle dell’Orsa di Luchino Visconti (Italia, 1965), film che conseguì il Leone d’oro alla 30ma edizione della Mostra, restaurato dalla Sony Pictures Entertainment e di cui Claudia Cardinale è stata protagonista.

venezia-70In chiusura di questa panoramica sulla 70ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica, uno sguardo al manifesto ufficiale realizzato da Simone Massi (animatore, regista e illustratore), omaggio al cinema di Theo Anghelopulos e Federico Fellini, rimandando a un’inquadratura del film diretto dal regista greco nel 1988, L’eternità e un giorno, interpretato da Bruno Ganz: un uomo di spalle agita le braccia in direzione di una barca che, in lontananza, trasporta un bambino e un rinoceronte, citazione autoironica del manifesto dello scorso anno (a sua volta ispirato a E la nave va, 1983, di Fellini), che segna una continuità e un superamento allo stesso tempo, un invito a guardare oltre, a viaggiare con l’immaginazione, da accogliere senza riserve anche di questi tempi, in cui la concretezza bussa alla porta e ci riporta alla realtà di ogni giorno.


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